Bitonto, in breve
Bitonto (IPA: [biˈtonto], Vetònde in dialetto bitontino) è un comune italiano di 52 760 abitanti della città metropolitana di Bari in Puglia. Bitonto è conosciuta per gli estesi oliveti che la circondano e la produzione olearia, rinomata già nel XIII secolo e perfezionata nel corso del XX secolo, che costituisce ancora oggi la più importante risorsa economica della città, e dà inoltre il nome al cultivar locale, cima di Bitonto. Il 25 maggio 1734 la città fu teatro della storica battaglia, combattuta tra gli austriaci e i Borbone, che portò alla nascita del regno di Napoli come Stato indipendente.
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Secondo la tradizione, Bitonto sarebbe stata fondata dal re illirico Botone, eroe leggendario dal quale deriverebbe il nome. La leggenda di Botone si inserisce nel contesto dei miti di esilio e fondazione di nuove città, simile alla storia di Enea e alla nascita di Roma. Botone, secondogenito del re Illirius, sovrano di un antico regno illirico, amato dal popolo, non ambiva al trono, ma suo fratello maggiore Encheleo, temendo che Botone potesse minacciare le sue aspirazioni, complottò per eliminarlo. Quando Botone scoprì la cospirazione, fuggì con suo figlio per salvarsi e abbandonò la sua terra natale. Nel momento di pericolo, Botone ricevette l’aiuto della dea Minerva, che gli indicò la Puglia come sua nuova dimora.
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Concattedrale Dedicata a San Valentino da Viterbo e a santa Maria Assunta, è stata innalzata probabilmente nel XII secolo in stile romanico pugliese. Il fianco destro è scandito da un esaforato e profondi arconi, l'ultimo dei quali conserva un portale gotico noto come "porta della Scomunica". L'interno, con pianta a croce latina, è diviso in tre navate absidate. Notevoli il soffitto a capriate lignee con decorazione policroma e l'ambone federiciano, decorato con paste vitree secondo modelli islamici e recante i bassorilievi degli imperatori svevi. La cripta è costituita da un ambiente voltato a crociera e sostenuto da trentasei capitelli, interessanti nei motivi zoomorfi e fitomorfi delle decorazioni.
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Biblioteca comunale "Eustachio Rogadeo": la biblioteca comunale prende il nome dal palazzo che la ospita, donato nel 1966 dall'omonima famiglia al Comune per essere adibito a biblioteca civica e a museo. La biblioteca contiene un ingente patrimonio librario: circa 60 000 volumi di cui cospicuo è il numero di cinquecentine, incunaboli e manoscritti; Biblioteca diocesana: nata come biblioteca del seminario, nel 1738 è diventata biblioteca vescovile. Possiede circa 50 000 volumi ed è allocata al piano terra dell'ex seminario vescovile, dove oggi ha sede anche il museo diocesano e l'archivio storico diocesano;
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Ricca è la cucina bitontina, che annovera diversi piatti tipici. Tra questi è la ciallédde, preparato con pane bagnato, pomodorini, olio e sale. Piatti simili sono diffusi in tutta la Puglia. Diffusi sul territorio murgiano sono i lampascioni, una pianta che genera dei bulbi dalla forma di piccole cipolle, che sono raccolti e lasciati a mollo almeno due giorni, dopo i quali sono pronti per essere serviti, solitamente conditi con sale e olio d'oliva. Tipica è anche la focaccia di patate, un piatto occasionale che per tradizione si mangia la domenica. L'impasto consiste in farina, olio d'oliva, pomodori e patate macinate. Il tutto viene poi cotto in forno per circa 15-20 minuti. Rinomati i dolci legati alle tradizioni festive.
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L'economia cittadina è da sempre legata all'agricoltura, principalmente all'ulivo. Ad essa si affianca un'organizzazione industriale basata sull'olio. Sul territorio, insistono migliaia di piccole e medie aziende agricole a conduzione prettamente familiare molte di esse associate nelle due Cooperative esistenti "Produttori Olivicoli Bitonto" e Cima di Bitonto. La città è stata definita come città degli ulivi. Sul territorio comunale insiste, benché in crisi, la manifattura tessile, con una quarantina di siti produttivi e oltre trecento aziende del settore abbigliamento. In crescita il turismo, soprattutto culturale, ma anche naturalistico. Il commercio è basato soprattutto sulle tradizionali fiere ("fiera di San Leone" e "fiera dei Santi Medici").
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Il territorio comunale di Bitonto si estende per oltre 170 km², dall'alta Murgia fino a 2 km dal mare Adriatico. Fino al 1928 il comune aveva anche uno sbocco sul mare Adriatico, in quanto amministrava la frazione di Santo Spirito, oggi quartiere di Bari, città che, anche essendo capoluogo di regione, ha un territorio più ristretto rispetto ad altri comuni della città metropolitana. Confina, da nord e in senso orario con i seguenti dieci comuni: Giovinazzo, Bari, Modugno, Bitetto, Palo del Colle, Binetto, Toritto, Altamura, Ruvo di Puglia e Terlizzi. Il centro abitato si trova sul primo gradino dell'altopiano della Murgia a 118 m s.l.m. mentre a 102 m s.l.m. raggiunge il suo punto più basso. Il territorio comunale ha un'altezza minima pari a 39 m s.l.m.
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