Ruvo di Puglia, in breve
Ruvo di Puglia (Rìuve in dialetto ruvestino o ruvese, IPA: [ˈriːuvə], fino al 1863 chiamata Ruvo) è un comune italiano di 24 051 abitanti della città metropolitana di Bari in Puglia. Città d'arte e località turistica, fa parte del parco nazionale dell'Alta Murgia, del quale ospita un ufficio operativo, ed era sede della comunità montana della Murgia Barese Nord-Ovest. Vi ha anche sede il museo archeologico nazionale Jatta, il quale custodisce migliaia di reperti archeologici di età ellenistica, compreso il vaso di Talos, pezzo pregiato della collezione.
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Alcuni reperti di pietra lavorata fanno risalire i primi insediamenti nell'agro ruvestino al paleolitico medio mentre alcuni resti di villaggi confermano la presenza dell'uomo fin dal VI millennio a.C.. Tuttavia durante l'età del bronzo il territorio fu abitato dai morgeti, un popolo ausonico, poi scacciato dagli iapigi con l'avvento dell'età del ferro. Gli iapigi si stabilirono in terra di Bari dando origine alla stirpe peuceta e Ruvo fu inizialmente fondata come un villaggio in cima alla collina attualmente sita tra la pineta comunale e la chiesa di San Michele Arcangelo. L'agro ruvese in età peuceta era molto vasto ed ebbe anche un porto, chiamato Respa, presso Molfetta. Tra l'VIII e il V secolo a.C.
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Le chiese di Ruvo di Puglia costituiscono il principale nucleo del patrimonio artistico del comune. Questo è dovuto all'esistenza, fino al 1982, della Diocesi di Ruvo, fondata secondo la tradizione da san Pietro, il quale pose a capo dell'episcopato locale il futuro terzo papa san Cleto, poi unita a Bitonto sul finire dell'800 e infine confluita nella diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. Concattedrale di Ruvo di Puglia. È uno dei più noti esempi di romanico pugliese e il tempio fu costruito nella prima metà del XII secolo con varie modifiche successive. La facciata è a capanna con tre portali: il centrale è arricchito da bassorilievi nell'intradosso e si divide in tre archi;
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Biblioteca comunale "Pasquale Testini". Situata all'interno di palazzo Caputi, essa possiede circa 19000 volumi. Aperta nel gennaio 1962, ha trovato spazio in diverse sedi fino a giungere all'attuale sito solamente nel 2016. Nel 1989 l'Amministrazione comunale ha intitolato la biblioteca all'illustre archeologo ruvese e docente universitario Pasquale Testini. Scuola secondaria di primo grado "Domenico Cotugno". È la più antica scuola presente nel territorio di Ruvo. Essa sorse nel 1820 per volere dei padri Scolopi e trovò sede nel convento della chiesa di san Domenico, configurandosi come una scuola laica di impostazione religiosa.
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Università della terza età "Nicola Cassano". A Ruvo di Puglia è presente una sede dell'Università della terza età, intitolata a Nicola Cassano, che fa parte della comunità dell'Università della terza età della Terra di Bari.
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Il piatto tipico della gastronomia locale è la tiédde, detta anche vaso di Ruvo, ovvero un pasticcio di maccheroni cotto al forno in un tegame di terracotta. Tipiche della cucina barese sono le orecchiette (strascenòte in dialetto ruvestino), a Ruvo condite non solo con le rape ma anche con sugo e ricotta dura, e il purè di fave e cicorie (in dialetto faviétte e cecurìdde). Il menù tipico della festa dell'Immacolata Concezione e della Vigilia di Natale prevede le lagane (in dialetto làghene) condite con mollica fritta, baccalà e pomodori. Durante la Quaresima invece, poiché secondo la tradizione è proibito mangiare carne, si usa consumare il calzone (calzàune in ruvestino), ripieno di spaghetti, cipolle, baccalà, olive nere o acciughe sotto sale.
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Il comune di Ruvo di Puglia presenta un tasso di attività pari al 42,9%, un tasso di occupazione del 37,5% e un tasso di disoccupazione del 12,5% e quest'ultimo costituisce un dato abbastanza contenuto rispetto a quello medio degli altri comuni della città metropolitana. Ruvo è un comune la cui economia è basata prevalentemente sull'agricoltura, come testimoniano le 4443 aziende coinvolte nel settore, anche se l'attività agricola ha registrato un calo del 24,21% nel decennio intercorso tra il 1990 e il 2000. La vocazione agricola si riscontra nella produzione dell'olio extravergine d'oliva, del miele e dei vini DOC Castel del Monte, Moscato, Nero di Troia e Greco attraverso le locali cantine ed elaiopoli, come le cantine CRIFO.
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L'agro di Ruvo con i suoi vigneti, oliveti, mandorle e seminativi è uno dei più estesi della Terra di Bari, ricade tra i territori di produzione della Lenticchia di Altamura che ha ottenuto nel 2017 l'Indicazione Geografica Protetta (IGP). Il suo territorio si estende per 222,04 km² e confina a nord con Bisceglie, a nord-est con Terlizzi, a est con Bitonto, a sud-est con Altamura, a sud con Gravina in Puglia, a sud-ovest con Spinazzola e Andria e a ovest con Corato.
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