Sannicandro di Bari, in breve
Sannicandro di Bari (Sannechéndre in dialetto locale, fino al 1863 chiamata San Nicandro) è un comune italiano di 9 631 abitanti della città metropolitana di Bari in Puglia.
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Il corposo materiale archeologico rinvenuto, di origine peuceta e magno-greca, dimostra che il territorio di Sannicandro di Bari presentava già una realtà insediativa intorno al VI-VII secolo a.C., con influenze e rapporti di provenienza greca. L'insediamento, sicuramente colonizzato, seguì le vicende di quest'area dell'Italia. Il sito, in questa fase, non presenta alcun toponimo documentato. Nel corso dei secoli successivi e prima dell'avvento dei Normanni, sarà stato certamente sottoposto alle alterne situazioni belliche e sociali di continua lotta tra il mondo longobardo e quello bizantino, con interferenze, non sempre negative, di interventi saraceni.
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Nel comune di Sannicandro di Bari esiste in mezzo all'abitato l'antico Castello, circondato da una strada fiancheggiata da abitazioni. La sua storia documentata è soprattutto legata al mondo normanno ed inizia nel 1119, con l'attestazione di Emma d'Altavilla, che all'interno del presidio di prima dominazione normanna fa costruire la cappella palatina di San Nicola di Bari, nell'angolo di nord-ovest. Un ulteriore documento del 1134, periodo regnicolo, assegna le funzioni di castellano ad un certo Guido da Venosa. È il momento di costruzione del palazzo, delle quattro torri centrali rompitratta a rinforzarne le cortine, del nuovo portale rivolto a levante e del fossato con ponte levatoio.
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La cicerchia (i gnagnaul) è un legume molto diffuso a Sannicandro, un legume prezioso che ha il sapore un po' di ceci, un po' di fave ed un po' di lenticchie. Si mangia bollita, condita con olio d'oliva abbondante. Si conserva secca e si mette a bagno almeno 12 ore prima della cottura (con un cucchiaio di sale o meglio di bicarbonato). Può essere preparata con un brodo di cotica o fatta stufare con mezza cipolla, una carota, sedano, aglio e tre cucchiai abbondanti dell'olio di oliva locale. È un piatto che si prepara con le interiora di agnello: fegato, cuore, polmone, retina e budelline. Piatto a base di orecchiette con aggiunta di cime di rapa e talvolta di piccoli pezzi di mollica di pane soffritti.
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Il territorio di Sannicandro di Bari è interamente pianeggiante, tranne la fascia depressa attraversata dal torrente Picone in direzione sud-nord, e si estende per 5,5 km². Il clima è tipicamente mediterraneo (fascia adriatica), con estati calde caratterizzate da periodi di forte siccità ed inverni miti con non rare giornate fredde dovute alla lontananza dal mare. Le colture prevalenti sono oliveti (specialità coratina), vigneti (uva da tavola e da vino primitivo), mandorleti ed ortaggi ad uso privato. Non mancano gli alberi da frutta come: il fico, il melo cotogno, il ciliegio, il melograno, il fico d'India, il pesco, il pero e il percoco.
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