Sammichele di Bari, in breve
Sammichele di Bari è un comune italiano di 5 903 abitanti della città metropolitana di Bari, situato sull'Altopiano delle Murge, in Puglia. È noto per il suo prodotto tipico, la zampina, e per il suo carnevale.
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In un territorio abitato fin dal Neolitico, e in seguito prima dagli Iapigi e poi dai Peuceti, lungo la Lama e nei pressi della località chiamata Frassineto, l'insediamento originario ebbe una certa importanza grazie alla sua posizione strategica sulla confluenza di due importanti strade, una in direzione nord-sud (Vetus via Tarenti) che dalla vicina città peuceta di Thuriae, nei pressi dell'odierna Turi, passando per Azetium (Rutigliano) prosegue verso la costa poco a sud di Barium (Bari); l'altra in direzione est-ovest che da Silvium (Gravina di Puglia), per il Canale di Pirro, conduceva a Gnatia (Egnazia).
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La Cappella di Santa Maria Maddalena tipicamente rinascimentale è una cappella riservatamente palatina, privata, della torre di cui il Signore Heronimo Centurione concede ai residenti il beneficio della messa festiva per l'intero anno liturgico (1504). Nel 1617 con l'espansione di San Michele, viene costituita in parrocchia con il titolo di Santa Maria del Carmine. Con la casata De Ponte (1667–1794) la chiesa viene ingrandita in forme barocche. Nel 1766 per volere dell'arciprete Vito Matteo Marinelli viene innalzata la guglia barocca del campanile. Le pitture della chiesa si dividono tra pala dell'altare maggiore, e le pitture che coprono le pareti e la volta dell'abside, il complesso pittorico celebra il ciclo della vita della Vergine.
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La biblioteca comunale, istituita nel 1966, ha un patrimonio di circa 6000 volumi ed è allestita nei locali dell'ex Comune di Sammichele di Bari in Piazza Leonardo Netti. La biblioteca parrocchiale, istituita nel 1998 raccoglie volumi, libri e pubblicazioni di proprietà parrocchiale. L'Istituto Comprensivo di Sammichele di Bari comprende due scuole dell'infanzia, una primaria e una secondaria di primo grado. Museo della Civiltà Contadina "Dino Bianco", allestito negli ambienti del Castello Caracciolo, conserva circa 8000 oggetti che testimoniano la vita degli uomini della Civiltà Contadina, civiltà millenaria fondata sull'agricoltura, l'allevamento e i mestieri artigianali correlati.
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La zampina, prodotto tipico sammichelino, è un salume a base di carne mista fresca insaccato lungo e sottile, simile alla luganega, da mangiare previa cottura. Le dimensioni sono di 70–100 cm per kg di prodotto. Ha un colore rosso più o meno intenso. Si prepara con carne mista bovina (primo taglio), ovina (ritagli) e suina (ritagli), tritata e condita con pomodoro, formaggio pecorino, basilico, sale e pepe, insaccata in budello di agnello o capretto. Per celebrare e promuovere il prodotto l'ultimo sabato di settembre si tiene la Sagra della zampina, del bocconcino e del buon vino, nata nel 1967. Il Comune ha richiesto il riconoscimento IGP.
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La primaria risorsa economica di Sammichele di Bari è l'agricoltura. Vengono coltivate soprattutto olive, ciliegie, uva da tavola e da vino, mandorle. Locali frantoi oleari provvedono alla molitura delle olive e alla produzione di olio d'oliva per uso familiare e/o commerciale. Nel territorio sono altresì presenti aziende vivaistiche che esportano nel bacino del Mediterraneo. Una certa importanza rivestono il turismo enogastronomico e il turismo scolastico, dovuto alla presenza del Museo Dino Bianco.
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Sammichele sorge nella zona centrale della Terra di Bari, a 27 chilometri a sud del capoluogo sulla direttrice per Taranto. Il territorio sorge sull'Altopiano delle Murge, a una quota media di 280 m s.l.m., e confina con i comuni di Casamassima a nord, Turi a est, Gioia del Colle a sud e Acquaviva delle Fonti a ovest. Il territorio, orograficamente pianeggiante ma con un leggero aumento di quota nelle sue propoaggini meridionali, è di natura carsica, con terre rosse e rocce calcaree formatesi nel Cretaceo che hanno dato luogo a grotte e doline; è costeggiato a est dalla Lama San Giorgio, che qui è denominata Lama di Jumo. L'area extraurbana è quasi interamente occupata da campi coltivati e masserie che praticano la zootecnia.
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