Terlizzi, in breve
Terlizzi (Terrézze in dialetto terlizzese) è un comune italiano di 25 935 abitanti della città metropolitana di Bari in Puglia. Il borgo è rilevante per la sua produzione floricolturistica.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Il territorio era abitato già in epoca preistorica, come testimoniano i tre (o quattro) menhir che si trovano nel territorio comunale, uno dei quali ora giace a terra in prossimità di un mercato cittadino. In tempi remoti, il territorio di Terlizzi era prevalentemente un territorio di rovi, querceti e piccole cavità carsiche. Originariamente, fin dal III secolo a.C., il suo territorio faceva parte del territorio della vicina Ruvo, all'epoca chiamata Ρυψ (Rhyps, pron: Rüps). Sarà soltanto dopo la caduta dell'Impero Romano d'occidente, che il Casale di Trelicio (Terlizzi) avrà il suo sviluppo nel borgo che è oggi.
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Coincide con la cittadella medievale. L'insieme di case e viuzze disposte a raggiera convergenti verso la cattedrale di San Michele Arcangelo, è delineato da quello che i terlizzesi chiamano "stradone" ovvero l'antico fossato del borgo ricoperto nell'Ottocento per permettere il transito del Carro trionfale. I due rami semicircolari dello stradone sono gli attuali corso Dante e corso Garibaldi. Durante i lavori di riqualificazione architettonica di largo Lago Dentro, nel settembre del 2016, è emersa l'antica pavimentazione della piazzetta. La piazza principale, dedicata a Cavour, presenta un Monumento ai caduti realizzato dallo scultore molfettese Giulio Cozzoli nel 1923. Torre maggiore È il simbolo del borgo. È soprannominata Torre dell'orologio.
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A partire dal XVIII secolo si commemora la festa maggiore con un Carro trionfale alto 22 metri, completamente in legno, che viene portato per le vie del borgo, mosso a spinta dai fedeli e guidato da 4 timonieri. La tradizione di questo carro deriva da un vecchio racconto di paese: la leggenda narra che, intorno all’anno Mille, un pastore ritrovò nel bosco del Sovero, in una grotta visibile ancora oggi sotto la chiesa, l’icona della Madonna. Poiché l’agro era in terra terlizzese, ma il gregge stava facendo ritorno a Bitonto, i due borghi iniziarono a contendersi la paternità del ritrovamento. Per decidere a chi appartenesse l’icona, i due borghi scelsero due buoi, uno per paese, e li attaccarono ai due lati di un carro su cui fu posto il quadro della Vergine.
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Secondo le recenti stime, il reddito pro capite del comune di Terlizzi ammonta a 7.300€, risultando tra i più bassi della regione. Secondo i dati istat, il comune di Terlizzi registra tra i più alti tassi di disoccupazione, del 16,9%, maggiore quindi della media regionale. In particolare, si registra un'alta percentuale di disoccupazione femminile, che tocca le percentuali di 23,8%. In conclusione, si registra anche tra i più alti tassi di disoccupazione giovanile, alle percentuali del 40,4%. L'agricoltura occupa il 19% di tutto il reddito del borgo. L'economia agricola è quindi caratterizzata dalla floricoltura, che dagli anni 1950 si è affiancata alle tradizionali coltivazioni di olivo, vite, mandorli e cereali.
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Il borgo è situato nella bassa Murgia su un rilievo del primo gradino murgiano. Il suo agro è prevalentemente formato da coltivazioni di uliveti e vigneti. Non sono presenti riserve naturali come boschi o foreste, se non piccole formazioni carsiche in agro della vicina frazione di Sovereto. Nel suo territorio sono anche coltivati cereali vari, campi di grano e anche mandorleti.
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